Mario Gila al Milan: il muro di Amorim prende forma
Serie A Enilive

Mario Gila al Milan: il muro di Amorim prende forma

Il difensore spagnolo lascia la Lazio dopo quattro stagioni da protagonista e diventa uno dei pilastri del nuovo Milan. Qualità in costruzione, aggressività e solidità per il progetto rossonero.

Il nuovo Milan di Rúben Amorim prende forma ripartendo dalle fondamenta. L'arrivo di Mario Gila rappresenta uno dei primi tasselli della rifondazione rossonera, decisa a intervenire in ogni reparto per mettere il nuovo allenatore nelle condizioni ideali per riportare il club ai vertici del calcio italiano ed europeo. Per il centrale spagnolo è il naturale salto di qualità dopo il biennio di crescita vissuto con la Lazio, dove si è imposto come uno dei difensori più affidabili della Serie A Enilive.

Dal Real Madrid alla consacrazione in Serie A

Nato a Barcellona nel 2000, Mario Gila cresce nel settore giovanile del Real Madrid, completando il proprio percorso formativo nel Castilla allenato da Raúl, una delle grandi leggende del club blanco. La stagione 2021/22 gli regala l'esordio con la prima squadra. Carlo Ancelotti lo lancia nel finale di campionato contro Espanyol e Levante, permettendogli di assaporare per la prima volta il calcio dei "Galácticos".

Il trasferimento alla Lazio è segnato da un periodo di adattamento. Nel primo anno trova poco spazio, frenato dalla concorrenza nel reparto arretrato. La svolta arriva dalla stagione successiva, quando Maurizio Sarri lo promuove stabilmente al centro della difesa a quattro. Da quel momento Gila non esce più dall'undici titolare. Nelle ultime due stagioni il suo rendimento cresce costantemente fino a renderlo uno dei punti di riferimento della retroguardia biancoceleste. Nel frattempo accumula anche una significativa esperienza internazionale, superando le venti presenze complessive tra UEFA Champions League, Europa League e Conference League. Chiude l'avventura capitolina con 120 presenze ufficiali e due reti.

Perché il Milan ha scelto Mario Gila

Negli anni alla Lazio, Mario Gila ha sviluppato tutte le qualità richieste a un difensore moderno.

Nel sistema di Sarri si è distinto per aggressività, capacità di difendere molti metri alle spalle, costruzione dal basso e coraggio nell'accorciare in avanti. Allo stesso tempo ha conservato caratteristiche tipiche della scuola difensiva italiana: è forte nel corpo a corpo, eccelle nell'anticipo e si è affermato come uno dei marcatori più affidabili del campionato.

Non è un caso che Rúben Amorim lo abbia individuato fin dalle prime battute come un profilo adatto alla propria idea di calcio. Il tecnico portoghese ricerca centrali capaci di sostenere una linea alta, partecipare attivamente alla costruzione e difendere in campo aperto senza perdere solidità nei duelli individuali: caratteristiche che Gila ha dimostrato di possedere pienamente.

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Una delle prove più convincenti della sua ultima stagione è arrivata proprio contro il Milan, nella sfida di ritorno all'Olimpico. In quell'occasione riuscì a limitare praticamente tutte le iniziative offensive rossonere, imponendosi negli anticipi, nelle letture difensive e contenendo efficacemente le ripartenze di Rafael Leão.

Un pilastro per il futuro rossonero

Il Milan punta su Mario Gila per aprire un nuovo ciclo anche nel reparto arretrato, che dopo un ottimo girone d'andata aveva evidenziato alcune difficoltà nella seconda parte della stagione.

A 26 anni, lo spagnolo rappresenta il perfetto equilibrio tra presente e prospettiva: un difensore già formato, con esperienza internazionale e ancora ampi margini di crescita.

Per questo il Milan lo ha legato con un contratto quinquennale, affidandogli la maglia numero 34, con l'obiettivo di farne uno dei riferimenti della difesa del Milan negli anni a venire.