Gli scenari nella corsa all’Europa
Saranno quattro le qualificate in Champions League, due in Europa League e una in Conference League.
Un quadro che, a sei giornate dal termine, resta però tutt’altro che definito. L’Inter ha già blindato un posto tra le prime quattro, mentre alle sue spalle si accende una corsa serratissima che coinvolge anche Napoli e Milan, ma soprattutto Juventus, Como, Roma e Atalanta, racchiuse in pochi punti e pronte a giocarsi tutto fino all’ultimo turno.
La griglia europea: cosa succede in Serie A
Il sistema di qualificazione segue uno schema ormai consolidato:
- 1ª-4ª posizione: Champions League (con l’Inter già qualificata)
- 5ª classificata: Europa League
- Vincente Coppa Italia: accesso Europa League
- 6ª classificata: playoff Conference League
Il quadro può però cambiare in base all’esito della Coppa Italia: se il trofeo fosse vinto da squadre già qualificate per le coppe, come lo sono attualmente Inter e Como, si aprirebbero scenari alternativi con ulteriori riposizionamenti tra Europa League e Conference.
Classifica corta e scontri diretti decisivi
La lotta è resa ancora più complessa dai criteri di classifica avulsa in caso di arrivo a pari punti: nell’ordine contano scontri diretti, differenza reti, gol segnati e, solo in ultima istanza, il sorteggio.
In questo contesto, i confronti diretti assumono un valore potenzialmente decisivo. La Juventus, in questo senso, parte con un piccolo vantaggio: è avanti negli scontri diretti con Napoli, Roma e Atalanta, mentre il Milan può contare su un bilancio favorevole contro Como e Roma. Situazione più complessa per il Como, competitivo ma positivo solamente nei confronti della Juventus, e per la Roma, che non ha finora costruito un saldo positivo contro nessuna delle rivali dirette. L’Atalanta, pur attardata in classifica di 7 punti sul quarto posto, ha dalla propria parte i risultati favorevoli contro Napoli e Juventus.
Il turno precedente e il calendario della 33ª giornata
L’ultima giornata ha contribuito a stringere ulteriormente la classifica. Il successo della Juventus a Bergamo, firmato da Boga, ha rallentato la corsa dell’Atalanta, mentre le sconfitte di Milan e Como hanno permesso ai bianconeri di guadagnare punti sul gruppo in piena lotta per l’Europa che conta.
Il calendario della 33ª giornata conferma questa sensazione di equilibrio instabile: Napoli-Lazio, Roma-Atalanta, Sassuolo-Como, Juventus-Bologna e Verona-Milan sono incroci che intrecciano obiettivi diversi, tra squadre che puntano alla Champions e squadre che lottano per la salvezza.
Il Napoli si presenta al rush finale con il passo più costante: 16 punti nelle ultime 6 giornate, miglior rendimento della Serie A nel periodo. Al Maradona, la squadra di Conte è una certezza: imbattuta da dicembre 2024 ni campionato, con 19 vittorie, 7 pareggi, e una sola sconfitta stagionale casalinga, in Coppa Italia proprio contro la Lazio, avversaria nel prossimo turno, che resta invece aggrappata alla coppa nazionale –mercoledì prossimo c’è il ritorno della semifinale contro l’Atalanta - come obiettivo unico, mentre in campionato evidenzia una fragilità esterna significativa: zero gol segnati in 10 delle 16 trasferte stagionali.
La Roma deve fare i conti con uno score negativo pesante nei confronti diretti con l’Atalanta: nelle ultime sette sfide di Serie A ha perso sei volte contro i nerazzurri, incluse le ultime quattro, segnale di una difficoltà strutturale nell’affrontare questo tipo di avversario. Dall’altra parte, però, l’Atalanta non è una macchina perfetta lontano da casa, avendo raccolto solo cinque vittorie nelle quindici trasferte stagionali. Tra i protagonisti individuali emergono anche due dati offensivi significativi: Nikola Krstovic e Donyell Malen guidano il torneo per tiri medi ogni 90 minuti, rispettivamente con 5.4 e 4.5 conclusioni, e la loro abilità nel convertire in rete la produzione offensiva corale resta un fattore determinante nella corsa europea.
La Juventus si presenta invece nel suo momento più stabile della stagione. È imbattuta da sei giornate, con quattro vittorie e due pareggi, e in questo parziale ha costruito solidità anche difensiva, con quattro clean sheet. Da quando Luciano Spalletti è arrivato sulla panchina bianconera, la squadra ha cambiato passo in maniera evidente, viaggiando a una media di 1.96 punti a partita e mostrando numeri da vertice del campionato. I bianconeri sono tra le squadre più efficaci del campionato nel trasformare l’aggressività in recupero palla e occasioni: comandano nei recuperi offensivi, con 189 palloni riconquistati nella metà campo avversaria, nei tiri generati subito dopo un recupero alto, che sono 39, e nei possessi recuperati nell’ultimo terzo di campo, pari a 113.
Un’identità che si traduce in una squadra più verticale e più pericolosa. Un approccio che sarà messo alla prova contro il Bologna, avversario in grande forma esterna, con quattro vittorie consecutive fuori casa e una striscia aperta di 14 gare in trasferta sempre a segno. La squadra di Italiano arriva però da una delusione importante, con l’eliminazione dall’Europa League per mano dell’Aston Villa, che ha chiuso il doppio confronto con un netto 7-1 complessivo. La storia recente, però, racconta un dominio bianconero: il Bologna non batte la Juventus dal 2011 e da allora ha raccolto 27 partite senza vittorie contro i bianconeri.
Il Como, dal canto suo, deve reagire dopo la sconfitta contro l’Inter, arrivata nel contesto di una stagione comunque solida. I lariani hanno perso due gare consecutive solo una volta in questo campionato, a dicembre, cedendo alla Roma subito dopo il pesante ko esterno sempre con l’Inter. Anche lontano da casa la squadra di Fabregas ha dimostrato continuità, restando imbattuta nelle ultime sette trasferte, con cinque vittorie e due pareggi e una difesa particolarmente efficace, capace di concedere appena due gol nel periodo.
All’andata contro il Sassuolo è arrivata una vittoria per 2-0 firmata da Douvikas e Alberto Moreno, unico precedente tra le due squadre in Serie A. Il Sassuolo, invece, alterna prestazioni casalinghe positive a qualche passaggio a vuoto: quattro vittorie nelle ultime sei gare interne, ma anche tre sconfitte nelle ultime cinque complessive, a conferma di un andamento non del tutto lineare.
Il Milan affronta il Verona potendo contare su una tradizione nettamente favorevole: i rossoneri hanno vinto tutte le ultime dieci sfide di campionato contro gli scaligeri. Restando sul presente, però, si registra un vistoso calo nel girone di ritorno: se nella prima parte di stagione il Milan viaggiava a una media di 2.2 punti a partita, nella seconda questa è scesa a 1.6. Considerando il solo rendimento dalla 20ª giornata in avanti, i rossoneri occuperebbero addirittura la settima posizione virtuale con 21 punti in 13 partite, segnale di una squadra meno continua rispetto alla prima fase del campionato. Il Verona, invece, arriva alla sfida in piena difficoltà, con quattro sconfitte consecutive e una situazione di classifica che rende ogni gara un’ultima spiaggia per restare agganciati alla corsa salvezza.