Il Como fa Tris con Nico Paz
Serie A Enilive

Il Como fa Tris con Nico Paz

Il club lariano prolunga l’esperienza in Serie A Enilive del talento argentino per il terzo anno consecutivo: la stella di Cesc Fàbregas guiderà il Como nella sua prima storica campagna europea

Il Como apre la stagione 2026/27 con la conferma più importante. Nico Paz resterà in riva al lago per almeno un’altra annata, pronto a guidare i lariani nella prima storica partecipazione del club alla UEFA Champions League. Per Fàbregas, per la città e per tutto l’ambiente biancoblu significa rimettere la chiesa al centro del villaggio: l’argentino non è soltanto l’idolo indiscusso dei tifosi, ma il giocatore che più di ogni altro incarna ambizioni, identità e prospettive del progetto comasco.

Con Nico Paz in maglia biancoblu, il Como può programmare la prossima stagione con fiducia. Il faro che ha illuminato gli ultimi due anni continuerà a orientare il gioco dei lariani, in un’annata che porterà il club a confrontarsi per la prima volta con il palcoscenico europeo. A Como, del resto, l’ex Real Madrid si è sentito subito nel posto giusto: merito dell’ambiente stimolante creato da Fàbregas nel centro sportivo di Mozzate e di una città che lo ha accolto a braccia aperte, permettendogli di rivelarsi al mondo e di conquistare anche la convocazione con la Selección Argentina.

“Ciao
comaschi,
sono
molto
felice
di
poter
annunciare
che
resterò
a
Como
un
altro
anno
con
voi.
Sono
davvero
molto
carico
e
non
vedo
l’ora
di
iniziare
la
nuova
stagione
e
di
rivedervi
tutti
allo
stadio.
Forza
Como”.

Chi è Nico Paz: il talento argentino che ha cambiato il Como

Nicolás Paz Martínez, nato l’8 settembre 2004 a Santa Cruz de Tenerife, ha rivoluzionato la Serie A Enilive nell’ultimo biennio. Cresciuto nella cantera del Real Madrid con il marchio del predestinato, l’argentino ha portato nel campionato di Baggio, Totti, Del Piero e Kaká una miscela rara di qualità tecnica, fisicità e lettura del gioco.

Il suo impatto è stato immediato. Alla prima stagione in Italia ha conquistato il premio di “Miglior Giocatore U23 della Serie A Enilive 2024/25”; alla seconda, quello di Miglior Centrocampista 2025/26. Una progressione rapidissima, accompagnata da numeri che raccontano quanto in fretta Nico Paz si sia preso il campionato.

Nella stagione d’esordio ha chiuso primo per dribbling riusciti (69), secondo per partecipazione complessiva ai tiri (164) e per conclusioni totali (110). L’anno successivo ha alzato ancora l’asticella: primo per tiri totali (121), tiri in porta (46), conclusioni dalla distanza (70), open play shots (102), tentativi da calcio piazzato (18) e smart pass, o “passaggi utili”, insieme a Charles De Ketelaere (15). Anche il dribbling è rimasto una costante del suo repertorio, con 67 riusciti nel secondo campionato italiano.

In totale, con il Como ha già raccolto 19 gol e 16 assist in 75 presenze tra campionato e Coppa Italia Frecciarossa. Gran parte del suo impatto passa dal suo “zurdomagico: il mancino con cui serve palloni illuminanti ai compagni e con cui scarica conclusioni potenti verso la porta. Il numero 10 lariano sa fare la differenza con accelerazioni muscolari e fisicità, ma anche con intelligenza tattica e giocate di fino; al tempo stesso sa gonfiare la rete con tocchi morbidi, piazzati precisi o conclusioni potenti. In due stagioni di Serie A ha già realizzato sei gol da fuori area, uno più bello dell’altro.

Perché Nico Paz è il giocatore ideale per Fàbregas

Nico Paz è un giocatore universale. Per talento, lampi di classe e immaginario calcistico richiama l’ideale argentino del numero 10, dell’enganche, tanto che lo stesso Lionel Messi lo ha inserito lo scorso autunno in cima alla lista dei dieci giovani talenti più brillanti del panorama mondiale.

Ma ridurlo alla sola fantasia sarebbe sbagliato. Paz è anche un trequartista moderno, abituato a intervenire in ogni zona del campo e a decidere la direzione dello sviluppo della manovra. Non si limita a incidere negli ultimi trenta metri: partecipa, connette, rifinisce e aggredisce. È l’anello di congiunzione tra il mito del pibe, il ragazzo di strada capace di qualsiasi virtuosismo con il pallone, e il calcio contemporaneo fatto di lettura degli spazi, intensità e riaggressione continua.

Per questo è il giocatore ideale per Cesc Fàbregas: un talento creativo che non rompe l’equilibrio della squadra, ma lo alimenta.

Oltre gol e assist: Nico Paz leader anche nel pressing

Il Como di Fàbregas è uno dei modelli più innovativi della Serie A Enilive. La sua filosofia si fonda sulla riaggressione, sul possesso e sulla valorizzazione della qualità dei propri interpreti nell’ultimo terzo di campo. I numeri lo confermano: i lariani hanno chiuso come quinta squadra del campionato per recuperi offensivi e prima per possesso palla, con il 61%.

Un sistema così ambizioso richiede coraggio, linee alte e fiducia nell’uno contro uno dei propri giocatori in entrambe le fasi. Nico Paz è la chiave che permette a Fàbregas di tenere insieme tutto: dribbling di primo livello per creare superiorità numerica in fase offensiva, ma anche disponibilità totale nel pressare alto e andare a contrasto.

Il dato sui contrasti vinti è eloquente: 69, tra i migliori del campionato. A questo si aggiungono 53 falli commessi, ottavo dato della Serie A, e 12 ammonizioni in due stagioni con il Como, segnale di una cattiveria agonistica che completa il profilo tecnico del ragazzo.

Paz si applica totalmente nel calcio di Fàbregas, e il calcio di Fàbregas lo esalta. L’ex Arsenal e Barcellona lo considera l’elemento più prezioso della rosa proprio per il modo unico in cui la qualità dei suoi piedi si abbina al metro e ottantasei di struttura fisica.

Il futuro del Como passa ancora da Nico Paz

Dopo aver bruciato tappe, battuto record e contribuito a riscrivere la storia del Como in soli due anni di Serie A, Nico Paz si prepara a vivere una stagione ancora più ambiziosa. Davanti ci sono la prima partecipazione alla Champions League nella storia del club e un campionato in cui provare a migliorare il quarto posto.

Il limite, per Paz e per il Como, sembra ancora lontano. O forse, semplicemente, più in alto. Perché in riva al lago la domanda ormai è una sola: Como si dice idee da Paz?