La primavera del calcio italiano: i giovanissimi si prendono la Serie A
Serie A Enilive

La primavera del calcio italiano: i giovanissimi si prendono la Serie A

Qualcosa si muove da tempo sotto la superficie del calcio italiano, ma la prima giornata della Serie A Enilive 2026/27 ne ha offerto una fotografia particolarmente nitida. Ragazzi cresciuti nei settori giovanili dei nostri club hanno trovato spazio, responsabilità e, in diversi casi, anche il modo di lasciare immediatamente il segno. Alcuni hanno completato il percorso fino alla prima squadra della società che li ha formati, altri hanno cambiato maglia trovando altrove l'occasione per affacciarsi sul grande palcoscenico.

L'apertura del campionato ha così messo insieme conferme e scoperte. Pio Esposito è partito accanto a Lautaro Martínez contro il Monza e ha firmato il 3-1 con una raffinata deviazione di tacco; Antonio Vergara ha inciso immediatamente sulla prima vittoria del Napoli con un gol e un assist. Alle loro spalle, però, c'è un gruppo ancora più giovane che nella prima giornata ha cominciato a reclamare spazio.

Mout, dalla Primavera del Monza all'assist a San Siro

Tra le sorprese del weekend c'è Mathis Mout, che a 19 anni non ha accusato l'impatto con la Serie A e con uno scenario come San Siro. Contro l'Inter, il centrocampista del Monza ha giocato con personalità e servito a Varela l'assist del momentaneo 1-1.

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Italo-francese classe 2007, Mout è cresciuto nel settore giovanile biancorosso partendo da ala destra, prima di arretrare progressivamente il proprio raggio d'azione. È nel cuore del centrocampo che può esprimere meglio la qualità palla al piede e la naturalezza nella gestione della sfera. Ivan Juric lo ha testato lì durante tutta la preparazione, per poi lanciarlo senza esitazioni prima nell'esordio ufficiale in Coppa Italia e quindi contro i Campioni d'Italia.

Quella di Mout non è stata l'unica prima volta biancorossa: contro l'Inter hanno debuttato in Serie A anche Lorenzo Lucchesi e Adam Bakoune, cresciuti rispettivamente nei vivai di Fiorentina e Milan.

Romano, un gol per prendersi il Cagliari

La prima da titolare in Serie A di Alessandro Romano difficilmente poteva essere più incisiva. Il centrocampista classe 2006 ha deciso la trasferta del Cagliari a Parma con uno splendido mancino dalla distanza, regalando ai rossoblù tre punti e a se stesso un esordio in rossoblù da ricordare.

Nazionale Under 21 svizzero ma in possesso anche del passaporto italiano, Romano è cresciuto a Trigoria, imponendosi nelle giovanili della Roma come mediano con una spiccata propensione all'inserimento, al gol e all'ultimo passaggio. Nella scorsa stagione Gian Piero Gasperini gli aveva concesso le prime due brevi apparizioni tra i grandi, prima del prestito allo Spezia in Serie B.

In estate il trasferimento al Cagliari gli ha aperto una nuova strada. Fabio Pisacane, tecnico che ha già dimostrato di non avere timore nel responsabilizzare i giovani, gli ha consegnato immediatamente un posto in mezzo al campo. Romano ha impiegato una sola giornata per ripagare la fiducia.

Gorter, dal vivaio del Lecce al primo gol in Serie A

Un'altra prima da titolare da incorniciare è stata quella di Olaf Gorter. Il centrocampista olandese classe 2005 ha aperto le marcature nella vittoria del Lecce a Venezia, trovando il primo gol in Serie A proprio nella giornata in cui Eusebio Di Francesco ha deciso di lanciarlo dal primo minuto.

Il suo percorso racconta bene una delle strategie attraverso cui i club italiani stanno alimentando i propri vivai. Il Lecce lo aveva individuato nell’Academy dell'Ajax a 19 anni, portandolo in Salento per inserirlo nella propria Primavera. In due stagioni Gorter si è distinto soprattutto per capacità d'interdizione e qualità nella rifinitura, fino a guadagnarsi nella passata stagione i primi tre spezzoni con la squadra senior, due in Serie A e uno in Coppa Italia.

Al Penzo, in panchina, c'erano anche lo spagnolo Paco Esteban e il danese Lærke, altri due ragazzi arrivati dall'estero in giovane età per crescere nel settore giovanile giallorosso. Un piccolo manifesto della strategia internazionale adottata dal Lecce nella costruzione della propria Primavera.

Cissé, il pupillo di Amorim

Alphadjo Cissé non proviene dal vivaio del Milan, ma il suo percorso racconta un'altra strada attraverso cui i club di Serie A possono costruire il proprio futuro: individuare giovani già affacciati al calcio professionistico e accompagnarne l'ultimo salto. Nato a Treviso nel 2006 e cresciuto nel settore giovanile del Verona, si è fatto strada da trequartista e seconda punta, arrivando a misurarsi con il calcio dei grandi al Catanzaro. La sua prima stagione in Serie B è stata interrotta da un infortunio, ma quanto mostrato agli ordini di Aquilani è bastato al Milan per investire su di lui a gennaio.

Il resto lo ha fatto una pre-season di alto livello, nella quale Cissé ha convinto Ruben Amorim a ritagliargli uno spazio speciale. A Torino è arrivata la conferma: titolare alle spalle della punta insieme a Loftus-Cheek, il classe 2006 ha risposto con una prestazione di personalità e soprattutto con il gol che ha indirizzato la partita verso i rossoneri.

Dall'altra parte del campo il Torino ha risposto con altri due esordi in Serie A: Alessio Cacciamani, prodotto del vivaio granata rientrato dopo l'ottima stagione alla Juve Stabia, e Diego Mascardi, portiere classe 2006 formatosi nello Spezia.

Palmisani e Cichella, il Frosinone cresce in casa

Il ritorno del Frosinone in Serie A ha portato con sé anche due ragazzi cresciuti nel vivaio ciociaro. Al Benito Stirpe hanno debuttato nella massima categoria Lorenzo Palmisani e Matteo Cichella, entrambi schierati contro la Juventus.

Palmisani, già titolare nella cavalcata promozione, ha impiegato poco per dimostrare di poter reggere il salto di categoria, rendendosi subito decisivo con un doppio intervento. Cichella, centrocampista classe 2005 cresciuto tra le scuole calcio di Roma e il settore giovanile del Frosinone, aveva invece già respirato l'ambiente della prima squadra nella scorsa stagione in Serie B. Ora è arrivato anche il debutto sul palcoscenico più importante.

Lulli, Gasperini lancia un altro esterno

Tra le sorprese più interessanti della prima giornata c'è anche Emanuele Lulli. Contro la Fiorentina il classe 2007 è partito dal primo minuto, complice l'assenza di Rensch e la scelta di lasciare inizialmente fuori Molina: una prima da titolare coi fiocchi nel 4-0 con cui la Roma ha aperto il proprio campionato.

Protagonista con la Primavera nella passata stagione, Lulli è stato aggregato alla prima squadra durante il ritiro estivo e ha progressivamente conquistato la fiducia di Gasperini, mettendosi in mostra anche con un assist per Dybala nell'amichevole contro il Cardiff. Terzino destro capace di agire da quinto a tutta fascia, abbina un fisico importante a una notevole progressione palla al piede: caratteristiche particolarmente adatte al calcio di Gasperini e sulle quali il tecnico giallorosso può continuare a lavorare.

Macchioni e Cinquegrano, il Sassuolo riparte dal vivaio

Il Sassuolo ha scelto la linea verde nella costruzione della propria difesa. Tommaso Macchioni, classe 2006 cresciuto nel vivaio neroverde, aveva già disputato tutti i 90 minuti contro il Parma nell'ultima giornata dello scorso campionato e Alberto Aquilani lo ha confermato al centro della retroguardia nella prima del 2026/27 contro l'Atalanta.

Difensore centrale strutturato fisicamente, Macchioni si è guadagnato la promozione in prima squadra attraverso il percorso nella Primavera, arricchito anche da quattro presenze in UEFA Youth League. Contro la Dea è arrivato anche l'errore sul gol di Krstović, sfuggitogli in occasione del lungo rinvio di Carnesecchi: uno sbaglio che non cancella la fiducia concessa dal Sassuolo a un diciannovenne alla sua seconda presenza da titolare in Serie A.

Nella stessa linea difensiva c'era Simone Cinquegrano, classe 2004 cresciuto anche lui nel settore giovanile neroverde. Dopo le esperienze in Serie C con Rimini e Inter U23, è tornato in Emilia per giocarsi le proprie chance in Serie A. Terzino destro di 192 centimetri, abbina struttura fisica e capacità di spinta e ha iniziato la stagione in alto nelle gerarchie di Aquilani.

Liberali, Lontani e Konaté: altri giovani chiedono spazio

I primi impegni ufficiali hanno offerto indicazioni interessanti anche su altri ragazzi pronti a ritagliarsi spazio nel corso della stagione. Mattia Liberali, classe 2007, ha già conquistato la fiducia di Cesc Fàbregas e a Udine ha ricevuto la sua prima occasione dalla panchina con il Como.

Un percorso da seguire anche quello di Simone Lontani, altro prodotto del settore giovanile del Milan. La doppietta realizzata in Coppa Italia lo ha messo in evidenza e il giovane attaccante si candida ora a ritagliarsi uno spazio nella prima squadra del Parma.

Proprio tra i ducali ha debuttato anche Abdou-Salam Konaté, centrocampista francese classe 2006 che ha completato tutta la trafila nel vivaio emiliano. Mediano capace di abbinare recupero palla e gestione della manovra, ha guadagnato la fiducia di Carlos Cuesta, che potrebbe concedergli altre occasioni già in questo avvio di campionato, anche alla luce dell'assenza di Nicolussi Caviglia.

Palma, l'Udinese punta sul classe 2008

A Udine, invece, il nome da tenere d'occhio è quello di Matteo Palma. La partenza di Kristensen verso l'Atalanta sembra avergli definitivamente aperto uno spazio importante nella retroguardia di Runjaic.

Difensore centrale classe 2008, nato in Germania e in possesso del passaporto italiano, Palma ha già alle spalle presenze in Serie A con l'Udinese e un'esperienza in Serie B con la Sampdoria nonostante la giovanissima età. Il club friulano punta con decisione sulle sue qualità e la prestazione offerta contro il Como ha fornito altre indicazioni incoraggianti: a soli 18 anni può ritagliarsi un ruolo importante nella difesa bianconera già in questa stagione.

Dai vivai alla Serie A, una strada sempre più corta

Sono storie nate da percorsi differenti, ma legate dalla capacità dei club di individuare, formare e accompagnare giovani calciatori verso il calcio dei grandi. Dalla prima giornata sono arrivati gol, assist, debutti e soprattutto minuti importanti, distribuiti lungo buona parte del campionato.

C'è chi ha percorso tutta la trafila nello stesso club, chi ha avuto bisogno di un passaggio in Serie B o Serie C e chi è arrivato dall'estero ancora adolescente per completare la propria formazione in Italia. Il campionato è appena cominciato, ma la nuova Serie A ha già consegnato una lunga collezione di giovani nomi da seguire.