Le neopromosse alla prova della Serie A
Il conto alla rovescia è quasi terminato. Tra pochi giorni Venezia, Frosinone e Monza ritroveranno la Serie A Enilive dopo una stagione da protagoniste assolute in cadetteria. Tre promozioni maturate in modo diverso, tre progetti tecnici con identità ben riconoscibili e un obiettivo comune: conquistare la permanenza nella massima serie. Se il mercato estivo sta già ridisegnando gli organici, le fondamenta restano quelle costruite negli ultimi dieci mesi. Per capire cosa possono aspettarsi dalla nuova stagione, bisogna partire proprio dal campionato che ha permesso loro di tornare tra le grandi.
Il Venezia ha imposto il proprio calcio attraverso il dominio del pallone. Miglior attacco (77 gol), miglior difesa (31), primo per possesso palla (64%), expected goals prodotti, differenza xG, big chances create e precisione nei passaggi (86,5%). Il dato che sintetizza meglio la filosofia di Giovanni Stroppa è però un altro: tre dei primi quattro giocatori della Serie B per passaggi riusciti vestivano la maglia arancioneroverde. Una squadra costruita per controllare il ritmo della partita attraverso il possesso, recuperare rapidamente il pallone con un pressing alto, seconda del campionato per possessi riconquistati nella trequarti offensiva, e schiacciare costantemente gli avversari nella propria metà campo.
Il Frosinone ha scelto un'altra strada. La squadra di Massimiliano Alvini non ha cercato il controllo della partita attraverso il possesso, appena il dodicesimo dato del campionato, ma attraverso intensità, aggressività e verticalità. Pochi passaggi, ritmo elevato e ricerca immediata della porta avversaria una volta recuperato il pallone. I ciociari hanno chiuso il torneo con il maggior numero di punti conquistati in trasferta, appena tre sconfitte complessive, il primato per tiri nello specchio della porta (6 a partita) e ben 22 reti su calcio piazzato, più di qualsiasi altra squadra. Un calcio diretto e intenso, costruito per arrivare rapidamente negli ultimi trenta metri e sfruttare ogni situazione favorevole.
Il Monza, invece, ha rappresentato l'equilibrio tra questi due modelli. Paolo Bianco ha costruito una squadra meno estrema nelle scelte tattiche, capace di alternare possesso e gioco verticale senza rinunciare alla solidità difensiva. I brianzoli hanno chiuso con la seconda miglior difesa del campionato, il quarto possesso medio e soprattutto con un dato che racconta meglio di ogni altro la profondità della rosa: 20 marcatori diversi, più di qualsiasi altra formazione della Serie B. La promozione è passata proprio dalla capacità di distribuire responsabilità e soluzioni offensive lungo tutto l'organico, senza dipendere da un singolo protagonista.
Per tutte e tre, adesso, arriva la sfida più difficile: confermarsi in Serie A. Il Frosinone non è mai riuscito a conquistare la salvezza nelle sue precedenti esperienze in massima serie, il Venezia vuole interrompere una sequenza di due retrocessioni consecutive, mentre il Monza cerca il definitivo riscatto dopo l'amara discesa del 2024/25, quando evitò il record negativo di punti soltanto nelle ultime giornate.
Venezia, il calcio del dominio
La domanda è una: il calcio dominante visto in Serie B riuscirà a fare la differenza anche in Serie A? Il Venezia di Giovanni Stroppa ripartirà dalla propria identità, costruita su possesso palla, costruzione dal basso e riaggressione costante, gli stessi principi che hanno permesso ai lagunari di conquistare il primo posto.
Un sistema che ha esaltato interpreti di altissimo livello. Andrea Adorante, MVP e capocannoniere del campionato con 17 reti e la miglior media gol della Serie B (0,72), è stato il terminale offensivo di una squadra che trovava in John Yeboah il proprio uomo più imprevedibile: 10 gol, 9 assist, primo assoluto per tiri totali e tiri nello specchio, secondo per dribbling riusciti ogni 90 minuti. A dirigere la manovra erano invece il capitano Michael Svoboda e i centrocampisti Busio e Kike Pérez, tre dei quattro migliori giocatori del torneo per passaggi riusciti, una statistica che fotografa alla perfezione il tasso di qualità tecnica dei lagunari.
L'estate ha inevitabilmente privato Stroppa di due colonne come Svoboda e Doumbia, ma la risposta della società è stata immediata. Ben tredici i nuovi innesti: Correia, Bella-Kotchap e Moreno rinforzano la difesa, Sohm, Helgason e Basic aggiungono qualità in mezzo al campo, mentre Akor Adams e Rrahmani aumentano peso e profondità in attacco. Cambiano gli interpreti, non l'ambizione: il Venezia vuole dimostrare che il proprio calcio può essere competitivo anche nella massima serie.
Frosinone, intensità e verticalità
Tra le neopromosse, il Frosinone è probabilmente quella che cambierà meno. Massimiliano Alvini riparte dalle certezze costruite nella stagione della promozione, con un 4-2-3-1 fondato su intensità, verticalità e aggressione sull'uomo a tutto campo. I ciociari continueranno a cercare superiorità numerica sugli esterni, sfruttando la velocità dei propri interpreti e accettando il rischio di rompere la linea difensiva pur di riconquistare rapidamente il possesso.
Il simbolo della cavalcata giallazzurra è stato Giacomo Calò, regista, rifinitore e specialista dei calci piazzati. Il centrocampista ha chiuso la Serie B da miglior assistman con 15 passaggi vincenti, secondo per partecipazioni complessive al gol (25) e primo per cross effettuati. Sugli esterni Farès Ghedjemis ha aggiunto estro e cambio di passo, contribuendo a 18 reti tra gol e assist, mentre Antonio Raimondo ha garantito profondità al reparto offensivo. In difesa Giorgio Cittadini è stato il punto di riferimento della retroguardia, chiudendo al primo posto del torneo per azioni difensive, intercetti, contrasti e spazzate; Lorenzo Palmisani è stato protagonista tra i pali, secondo per parate e primo per percentuale di tiri neutralizzati.
Il mercato segue la linea della continuità. L'ossatura della promozione è rimasta praticamente intatta e gli arrivi di Sebastiano Desplanches, El Azzouzi, Luis Hasa e soprattutto il ritorno di Alessio Zerbin aggiungono qualità e alternative senza alterare l'identità costruita da Alvini.
Monza, un nuovo ciclo
Tra le tre neopromosse è il Monza la squadra che si presenta più rinnovata ai nastri di partenza della Serie A. La promozione ha chiuso il ciclo di Paolo Bianco e aperto quello di Ivan Juric, chiamato a costruire una squadra con principi diversi ma senza disperdere quanto di buono mostrato nella stagione della risalita. L'idea della società resta la stessa: investire su giovani di prospettiva affiancandoli a giocatori già pronti per la categoria.
La promozione è stata soprattutto il risultato di un collettivo capace di distribuire responsabilità e protagonismo lungo tutta la rosa. Andrea Petagna (in procinto di lasciare Monza, direzione Pisa) ha vissuto la stagione della rinascita chiudendo con 9 reti, risultando anche il miglior giocatore del torneo per percentuale di conversione dei tiri in gol, ma i brianzoli hanno trovato qualità e imprevedibilità anche in Colpani, Dany Mota, Caso, Hernani e Cutrone, sostenuti dall'equilibrio garantito in mezzo al campo dalla coppia Obiang-Pessina.
L'estate ha portato diversi cambiamenti. Salutati protagonisti della promozione come Ravanelli, Azzi, Hernani e Pedro Obiang (divenuto DS dei biancorossi), il Monza ha rinforzato la difesa con Mangas e Kouadio, aggiunto fisicità e prospettiva a centrocampo con Akinsanmiro e Foe Ondoa, e puntato sul talento portoghese Gustavo Varela per l'attacco. Toccherà ora a Juric dare rapidamente un'identità a un gruppo profondamente rinnovato, chiamato a trasformare il potenziale in punti salvezza.